Torri: ennesimo ciclista investito. Chiediamo ai lettori: è ancora possibile consentire alle bici di viaggiare in gruppo sulla Gardesana?

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2 risposte

  1. annamariaschiano ha detto:

    Cara Direttrice, nel suo Articolo Lei ha formulato la domanda in modo errato.
    Vero è che nelle superstrade e nelle strade principali risulta proibito l’accesso ma solo quando le strade principali hanno la pista ciclabile a fianco alle strade, in Francia inoltre quando non c’è pista ciclabile c’è SEMPRE una corsia riservata ai Ciclisti al margine della carreggiata. La domanda doveva essere: quando la Regione provvederà a fare una pista ciclabile o una corsia riservata ai Ciclisti? Basterebbe una striscia bianca di mt. 1,20 al lato della carreggiata come fanno in Francia, dove l’obbligo alla convivenza è imposto alle auto e non ai Ciclisti. Ma forse è chiedere troppo. In Italia risulta più comodo vietare che regolamentare. Abbiamo molti esempi: prostituzione, La legge Fiano che è una puttanata megagalattica, ecc ecc
    La prego di pubblicare questa risposta se ritiene corretta la mia osservazione.
    Cordiali saluti
    Un ciclista di 54 anni.

    • annamariaschiano ha detto:

      Buongiorno caro lettore, le voglio rispondere per chiarire meglio la mia posizione. Io sono nata e cresciuta sul Lago, oggi mi avvio alla soglia dei 60 anni, quindi di acqua sotto i ponti ne ho vista tanta. Mi sono sempre impegnata nelle battaglie ambientaliste: sono almeno 40 anni che proponiamo piste ciclabili adeguate, e non certo le passeggiate a lago dove la gente cammina in una convivenza difficile anche con i ciclisti. La Gardesana va attrezzata, ma in molti tratti, anche volendoci costruire a lato la carreggiata non ve n’è lo spazio. Ed anche laddove ci sono le piste, i gruppi di ciclisti sportivi non le usano, perché bisogna pedalare sull’asfalto “buono”. In famiglia siamo tutti ciclisti, ho partecipato a tanti convegni come giornalista anche della FIAB, e sono i dirigenti stessi della Fiab ad ammettere che la situazione viabilistica sulla gardesana è impossibile. Se fosse per me vieterei le auto per far circolare solo le bici, ma purtroppo la regionale del lago è a servizio di milioni di persone che non hanno altro mezzo per raggiungere abitazioni, hotel, campeggi, e tutto quel che si vuole, se non con l’auto. A partire da noi residenti. Quindi il tema è: come risolvere la situazione ad alto pericolo. Secondo me non è facendo del “buonismo” che si risolvono le cose. Se non si fanno proposte fattibili, temo che per i prossimi 50 anni non cambierà nulla. E non sarà la pista ciclabile che circumnaviga il lago a risolvere, perché come ripetuto i gruppi sportivi non la useranno. La invito una domenica di bel tempo a percorrere la gardesana, ma anche ad esempio la provinciale che porta a San Zeno di Montagna, per una volta in auto invece che in bici, e vedrà che le problematiche non sono irrilevanti. Del resto, vietare il transito alle auto e ai mezzi non è possibile, almeno fin quando non cambierà il mondo e sulla gardesana entrambe le cose non ci stanno fisicamente. Scusi la franchezza, da ciclista, ambientalista e giornalista, ma non sollevare il tema non risolve le cose. Se le può interessare ho anche già interpellato le onorevoli di Forza Italia, Mariastella Gelmini e del PD Alessia Rotta: il tema lo stanno affrontando anche loro.
      Buona domenica a lei.

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