Frattura nella maggioranza di Malcesine: Arnaldo Lombardi passa all’opposizione e Marchesini chiede nuove elezioni
Aria di spaccatura della maggioranza di Malcesine. Pare, infatti, si tratti di qualcosa di più di un semplice mal di pancia. Almeno secondo il consigliere di opposizione della lista “Nuova Malcesine” Nicola Marchesini, che ora mette in discussione la tenuta dell’amministrazione comunale.
Come abbiamo sempre detto, il nostro giornale dà spazio a chiunque voglia intervenire, quindi pubblichiamo la nota inviata da Marchesini: “Nella seduta consigliare del 29 aprile, il consigliere Arnaldo Lombardi ha riconsegnato le deleghe (edilizia privata, bilancio e montagna), dichiarando la sua uscita dalla maggioranza. Il suo passaggio in minoranza è stato accompagnato dalla lettura di un pesante, ma a nostro avviso obiettivo, documento di più pagine, che verrà allegato ai verbali del consiglio e che sarà disponibile online tra qualche settimana sul sito del Comune”.
Passaggio di banco confermato anche dallo stesso Arnaldo Lombardi, che però al momento si limita a commentare la scelta con poche parole: “C’è poco da dire, non mi trovavo più in linea con il resto della squadra”, dice. Punto e a capo. In consiglio Lombardi ha dichiarato la costituzione di un suo gruppo autonomo all’opposizione. Ma per Marchesini il passaggio va ben oltre: “Alle elezioni del 2012 si è presentata la lista “Progetto Malcesine”, formata dalla fusione di 2 gruppi ben distinti. Dei due gruppi uno era quello rappresentato da Michele Benamati (capolista e candidato sindaco), Arnaldo Lombardi ed Alessio Rabagno, mentre l’altro era quello di “Malcesine Domani”, i cui rappresentati erano Martina Gasparini, Matteo Gazzi e Mattia Rizzardi. La lista elettorale venne, poi, integrata con Damiano Boschelli ed Elvira Trimeloni. Il 6 maggio 2012 la lista risultò la più votata, con circa il 42% dei voti e Michele Benamati diventò così sindaco. Essendo 6 i posti di consigliere di maggioranza ed 8 i candidati, rimasero esclusi quelli con meno voti: Boschelli e Rabagno.
La Lista vincitrice si insediò e prese tutte le cariche e le deleghe, ma di fatto, già dall’inizio, Malcesine si è trovata ad essere amministrata, per la prima volta nella sua storia, da un gruppo senza la maggioranza assoluta, rappresentando, infatti, le 2 minoranze in opposizione quasi il 60% dei cittadini”. Questo il quadro d’insediamento. Ora la prospettiva mutata: “Uno dei grandi promotori e fondatori del gruppo che espresse poi il candidato sindaco fu proprio Arnaldo Lombardi che, di fatto, ne è sempre stato l’anima. Ora lui esce e passa in minoranza, ma a questo punto si pongono delle domande: questa maggioranza è ancora legittimata moralmente ad amministrare il paese? Il gruppo che aveva accompagnato e sostenuto Arnaldo, Rabagno ed il sindaco, si è di fatto allontanato da questa amministrazione, non sentendosi più rappresentato dalla stessa.
Il sindaco insiste a voler occupare il proprio posto, confortato nel suo operato dal gruppo di Malcesine Domani, ma non rappresentando più il gruppo che lo ha eletto, da chi è moralmente legittimato a farlo? E’ giusto che vinca le elezioni “Progetto Malcesine” e che amministri poi solamente “Malcesine domani”, il gruppo dei “giovani”, per intenderci? I “giovani” Matteo Gazzi, Mattia Rizzardi e Martina Gasparini, rappresentano oggi solo se stessi, ma non possono rappresentare, seppur supportati da Elvira Trimeloni, la lista che i cittadini hanno votato.
La lista che ha vinto le elezioni, “Progetto Malcesine”, non esiste più”. Quindi Marchesini prosegue con l’analisi politica chiedendo se oggi non sia una forzatura proseguire l’attività amministrativa. “Ora le deleghe di Arnaldo Lombardi verranno ridistribuite ai superstiti nel tentativo di proseguire con questa squadra –conclude Marchesini- Questo sa tanto di rimpastone da prima Repubblica e di, non ce ne vogliano, attaccamento alla poltrona: tutti sono egualmente responsabili, sindaco e consiglieri di maggioranza, chiunque di loro può, infatti, staccare la spina.
Dal primo giorno di insediamento sentiamo l’Amministrazione lamentarsi del fatto che sono in pochi, bene, ricordiamo loro che la legge elettorale da allora è cambiata ed oggi se si andasse a votare, Malcesine avrebbe un consiglio comunale di 12 persone (4 in più di adesso), avrebbe 4 assessori e non 3, ritornando di fatto quasi ai numeri degli anni passati e questo, crediamo, sarebbe il vero bene del paese”. Annamaria Schiano